Da non perdere | Comune di Civitella Roveto

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Da non perdere

Immagine raffigurante un vicolo del paese di Civitella RovetoIl paese
L'impianto fortificato allungato sul colle delimitato dai fossi laterali e dal Liri fa di questo centro uno dei più importanti insediamenti italici di della Val Roveto. Nell'interno si notano palazzi nobiliari.

Le chiese
La chiesa centrale é dedicata a San Giovanni costruita nel XV secolo,subì trasformazioni; la chiesa di S. Maria delle Grazie costruita nel 1982, dove già sorgeva una chiesa fatta costruire nel 1663.

Il Museo
Potremmo definire il Museo-Pinacoteca "Enrico Mattei" (in Piazza San Giovanni di Civitella Roveto), la registrazione fedele delle risonanze interiori dell'impatto degli artisti col grande poema della natura.

Eventi e folclore:
24 Giugno: Festa di San Giovanni Battista.

(Tutti gli abitanti si ritrovano all'alba sulle rive del fiume. Dopo la celebrazione della Santa Messa tutti i fedeli si immergono nelle acque del fiume Liri, a ricordo del Battesimo di Cristo nel Giordano. La festa prosegue con un immensa processione ed un susseguirsi di fuochi pirotecnici).

Agosto-Settembre: "Premio Internazionale di scultura e pittura "Valle Roveto".

Il giorno più atteso dai civitellesi é il 24 giugno, in cui si festeggia la natività di San Giovanni Battista. La mattina di quel giorno, tutti i civitellesi, anche non residenti, si ritrovano prima dell'alba sulle rive del fiume. Dopo la celebrazione della S. Messa da parte del parroco, tutti i fedeli si immergono nelle acque del Liri, a ricordo del battesimo di Cristo nel Giordano. La festa prosegue con l'immensa processione del mattino, accompagnata da un lungo susseguirsi di fuochi pirotecnici.

La festa di San Rocco (16 agosto) é dedicata ai giochi popolari ed é allietata da dolci e vino locali distribuiti in piazza. All'alba del giorno in cui si festeggia la Madonna delle Grazie, il paese viene svegliato da musiche e canti folkloristici eseguiti da un gruppo di suonatori locali in costume. Segue quasi al tramonto la processione per le vie del paese, con la statua della Madonna. Generalmente ogni festa religiosa o civile si conclude con il tradizionale ballo della "mammoccia".

In occasione della festa di S. Martino (11 novembre) si mangia carne di capra e c'è chi , spiritosamente, usa mettere nottetempo, sotto la finestra o davanti la porta del presunto "cornuto", una zucca di forma rotonda, svuotata di tutti i semi, sulla quale sono stati praticati alcuni fori a forma di occhi, naso e bocca. Quindi sistemati su di essa due grossi peperoncini rossi per simboleggiare le due ben note sporgenze, vi viene accesa una candela all'interno.

A Santa Cecilia (22 novembre) é tradizione che la locale banda si esibisca sfilando per le vie del paese. Manifestazione religiosa molto commovente e suggestiva é la Processione del Venerdì Santo. Il corteo si svolge di sera ed attraversa tutte le vie ed i vicoli del paese. La sera del Sabato Santo, aspettando la Resurrezione di Gesù, viene acceso, in Piazza San Giovanni, il tradizionale Fuoco Santo, ed alla fine della serata si usa portare a casa tizzoni e carboni del sacro falò , ritenuti portatori di bene e salute. Nel giorno dell'Ascensione é usanza cucinare i "ranati", piatto gustosissimo realizzato facendo cuocere insieme grano , granturco, fagioli ceci e cotiche.

La frazione: Meta
Sull'altura rocciosa posta a quota 1038, sul versante ovest, é il castello-recinto medievale di Meta citato dal 1150. Si presenta con il suo recinto in opera incerta medievale con fondazioni di torre sommitale ed edifici affiancati.